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	<title>don Giuseppe Canovai &#187; documenti</title>
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	<description>In Cruce Oro et  Pugno - La figura e la spiritualità del Servo di Dio Mons. Guseppe Canovai, Sacerote romano Diplomatico della Santa Sede</description>
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		<title>Domenica delle palme, meditazione tratta dal Diario di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 00:04:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Celebrazioni Liturgiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo nel 1925, don Giuseppe Canovai deve ancora entrare al Collegio Capranica ma già lascia al suo diario la meditazione profonda di quanto la liturgia ci narra nella domenica delle palme. Il giovane Canovai, dopo aver assistito alla celebrazione, riflette sulla Passione di Cristo e la Settimana Santa formulando propositi ed intenzioni di unione con [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo nel 1925, don Giuseppe Canovai deve ancora entrare al Collegio Capranica ma già lascia al suo diario la meditazione profonda di quanto la liturgia ci narra nella <strong>domenica delle palme</strong>. Il giovane Canovai, dopo aver assistito alla celebrazione, riflette sulla <strong>Passione di Cristo</strong> e la <strong>Settimana Santa</strong> formulando propositi ed intenzioni di unione con il Signore che possono indicarci come imitarlo per provare a vivere santamente questo tempo santo.</p>
<hr />
<p style="text-align: right;">
Roma, 3 aprile 1925</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/05/passione-per-cristo-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1437" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/05/passione-per-cristo-3-189x300.jpg" alt="passione-per-cristo-3" width="189" height="300" /></a>Domenica delle Palme</strong>. Siamo o mio Gesù vicini alla grande tragedia, finora la Chiesa ci ha proposto di pensare la premeditazione e la preparazione del reato compiuto dai farisei e come loro si preparavano ad uccidere noi ci prepariamo a commemorare il tuo sacrificio, ormai eccoci. La Chiesa ci fa brillare un istante la gloria del trionfo e l&#8217;ingresso glorioso nella città di Gerusalemme, ma è cosa di un momento. Tutta la liturgia di oggi Signore mio è consacrata al pensiero della tua passione che ci accompagnerà nei mesti riti pasquali per tutta la settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa settimana mio Dio la voglio passare unito con te, congiunto con te, con te, che per noi soffri patimenti umiliazioni e morte e la morte della Croce: il seguire Signore la tua passione mi serva di salutevole meditazione e valga a riformare la mia vita e a farmi concepire un sincero disprezzo del mondo, delle sue glorie e un grande odio al peccato e più o Signore un intenso amore per te. Voglio, oh Signore, soprattutto che il frutto di questa settimana sia di ottenere una più intima unione con te per modo che in tutta la mia giornata tu sii presente, divinamente presente al mio cuore, alla mia mente e volontà affinché, oh Signore, la mia Comunione mattutina si effonda per tutta la mia giornata in una catena d&#8217;oro che si riannodi a te.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono misero, oh Signore, e se tu non mi soccorri in breve tutte le mie pratiche perdono il calore della fede e l&#8217;intensità degli affetti: ho bisogno oh Signore che la mia lettura spirituale sia vero elevarsi della mia mente in Dio e così la mia meditazione sia vero eccitamento dei miei affetti e della mia volontà, affinché tutto questo produca un vero miglioramento del mio cuore e dell&#8217;anima mia e della mia vita. (&#8230;)<br />
Stamani leggendo la tua Passione ho sentito che questo mi voleva dire o Dio mio, esser rassegnato alla tua volontà come tu lo fosti. In questa perfezione di conformità di identificazione della nostra con la tua volontà sta tutta la nostra pace e tutta la nostra gioia perché siamo fatti per compiere ciò che tu vuoi da noi in questo mondo e quando abbiamo compiuto questo il nostro fine è raggiunto, la nostra vita ha toccato la sua meta e infatti Signore che di più grande che essere perfettamente unito con te e dove trovare unione più sublime che in questa dedizione e identificazione della volontà? Concedi Signore lume abbondante al mio intelletto affinché in questi giorni meglio ti veda, ti riconosca e ti ami!</p>
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		<title>Offerta, impegno e preghiera per l&#8217;unità della famiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:15:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Don Giuseppe Canovai, sacerdote romano e diplomatico della Santa Sede, intellettuale e formatore di giovani, si spese sempre per la salvaguardia della famiglia cristiana e per la trasmissione dell&#8217;importanza del sacramento del matrimonio alle giovani famiglie. Un episodio in particolare, intrecciato ad una grave pagina della storia cilena, ce lo dimostra ampiamente. È il 4 [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg"><img class="alignright wp-image-1493 size-full" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg" alt="jose-canovai" width="180" height="240" /></a>Don Giuseppe Canovai, sacerdote romano e diplomatico della Santa Sede, <a title="Il Cardinal Siri ai convegni di studio di Mons. Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/card-giuseppe-siri-convegni-di-studio/" target="_blank">intellettuale e formatore di giovani,</a> si spese sempre per la <a title="Sulla famiglia cristiana: lettera di Mons. Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/famiglia-cristiana/" target="_blank">salvaguardia della famiglia cristiana</a> e per la trasmissione dell&#8217;importanza del <strong>sacramento del matrimonio alle giovani famiglie</strong>. Un episodio in particolare, intrecciato ad una grave pagina della storia cilena, ce lo dimostra ampiamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il 4 marzo del 1942</strong> e don Giuseppe Canovai, mentre si trova a <strong>Santiago del Cile</strong> come Incaricato d’Affari <em>ad interim</em>, scopre che la <strong>legge sul divorzio potrebbe essere approvata</strong> dal parlamento cileno. Alle pagine del suo diario affida tutta la sofferenza ed il timore che una legge contro l&#8217;unità della famiglia venga approvata e, per scongiurarlo, offre le sue preghiere e sofferenze per la salvezza della famiglia cristiana. Alla concreta <strong>azione diplomatica</strong> effettuata attraverso la Nunziatura in Cile, affianca l&#8217;intensa <strong>preghiera personale, terribili flagellazioni</strong> e la continua offerta di sé al Signore. Il grande sacrificio gli ottiene il premio: riparte dal Cile sapendo che <strong>la legge non è stata approvata</strong>; a tutt’oggi il Cile è uno degli ultimi paesi al mondo in cui la legge sul divorzio sia stata approvata.</p>
<div id="attachment_1119" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/diario-canovai-sangue.jpg"><img class=" wp-image-1119" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/diario-canovai-sangue-246x300.jpg" alt="Pagina di sangue del Diario di Mons. Canovai" width="205" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Pagina di sangue del Diario di Mons. Canovai</p></div>
<p style="text-align: justify;">Memorabile, tra i continui patimenti e sacrifici di quel periodo, resta la <strong>preghiera scritta con il proprio sangue</strong> ed offerta contro la distruzione della famiglia: “Prendi Dio mio questa parola che è tutta mia scritta con tutta l&#8217;anima mia scritta con il sangue che sospiro di offrirti, che verso sulla carta con l&#8217;intenzione di una testimonianza all&#8217;amore con cui ti ricerco, più ancora all&#8217;amore con cui tu mi hai ricercato, mio dolcissimo amico con la stessa intenzione, volesse Dio, con lo stesso amore con cui l&#8217;hanno versato i tuoi martiri.”</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importanza dell&#8217;unità familiare e del sacramento del matrimonio sono termini che restano presenti in molte delle sue catechesi e che ritroviamo nelle esortazioni ai suoi amici divenuti genitori o sposi. <strong>La convinzione che la famiglia cristiana sia il modello in cui marito e moglie possano santificarsi</strong> e far crescere i figli nelle vie del Signore sprona don Giuseppe Canovai a battersi ed offrire tutto perché il vincolo di questo sacramento non sia spezzato dalla legge. Perché, come ricorda ad un caro amico: “Dio attraverso il vincolo del grande Sacramento ti ha chiamato a collaborare alla sua opera creatrice e redentrice. Questo è il grande mistero della famiglia cristiana; essere strumento di Dio nella donazione della vita e ministro suo nell’accendere nelle anime le eterne speranze.”</p>
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		<title>Il Cardinal Siri ai convegni di studio di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 10:43:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un rapporto di amicizia e grande stima legò il servo di Dio Mons. Canovai e il Cardinal Giuseppe Siri. I due furono infatti compagni di corso all&#8217;Università della Gregoriana e, anche dopo aver terminato gli studi, rimasero sempre in ottimi rapporti. Proprio nell&#8217;Università che vide nascere la loro amicizia, alcuni anni dopo la morte di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Un rapporto di amicizia e grande stima legò il servo di Dio Mons. Canovai e il Cardinal Giuseppe Siri. I due </strong>furono infatti compagni di corso all&#8217;Università della Gregoriana e, anche dopo aver terminato gli studi, rimasero sempre in ottimi rapporti. Proprio nell&#8217;Università che vide nascere la loro amicizia, alcuni anni dopo la morte di Canovai, il Card. Siri avrebbe tenuto una <a title="Conferenza del Card. Siri: “L’anima sacerdotale di Mons. Canovai”" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/giuseppe-siri-conferenza-canovai/" target="_blank"><strong>splendida conferenza in commemorazione </strong></a>dell&#8217;amico scomparso.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo brano di cui vi proponiamo la lettura, sono riportate altre impressioni e commenti del Card. Siri raccolti da Mons. Domenico Mondrone in <em><a title="Suscipe domine diario biografia Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/libri-scritti/suscipe-domine/" target="_blank"><strong>Suscipe Domine</strong></a>. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai</em>. Il contesto è quello dei corsi di studio che Canovai teneva a universitari e professionisti. L&#8217;amico Siri, presente a molte lezioni, narra con affetto e stima la profondità, la chiarezza ed il fascino che il il nostro <a title="“Don Giuseppe Canovai apostolo della gioventù”, da Avvenire" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/apostolo-della-gioventu-avvenire/" target="_blank"><strong><em>apostolo degli universitari</em> </strong></a>(così veniva chiamato Canovai) suscitava in chi lo ascoltava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/10/apostolo-gioventu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/10/apostolo-gioventu-300x170.jpg" alt="apostolo-gioventu" width="300" height="170" /></a>I convegni (di cultura cattolica ndr.) furono i centri che meglio rivelarono, in Italia prima e poi in Argentina, le ricche doti dell&#8217;intelligenza e dell&#8217;anima sacerdotale di Giuseppe Canovai. Per restringerci ai convegni tenuti in Italia, in particolare a quelli organizzati per professori e studenti universitari dalla Dott. Capelli, il Canovai vi andò oltre una trentina di volte, prendendovi sempre parte attivissima con lezioni ora di filosofia, ora di apologetica. Tutte le volte che gli riuscisse, egli non si negava mai, perché aveva trovato in essi il ministero veramente suo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Ecc.mo Arcivescovo di Genova, Mons. Siri</strong>, che gli era stato compagno alla Gregoriana, riferendosi appunto a questi convegni scrive: «Lo rividi anni dopo a Villa Pagauiui di Gaione (Parma), per un corso a professionisti. Da allora sia a Villa Paganini, sia a Villa Maria di Campomorone, <strong>lavorammo molte volte insieme nei corsi</strong> degli studenti, dei professionisti e dei professori universitari. Egli svolgeva un programma di<strong> filosofia</strong>. Sentendolo e sentendo di lui i giudizi degli altri, mi ero fatta l&#8217;opinione -per quello che io conoscevo &#8211; che<strong> nessuno come Lui in campo nostro in Italia avesse la somma di doti per essere espositore e difensore della filosofia cattolica</strong> di fronte ai massimi esponenti delle correnti non cattoliche. Chiarezza fulgente, organicità limpida, potenza impressionante, calore commovente e cultura aggiornatissima erano le caratteristiche del suo insegnamento. Così creava in­ torno a sé un&#8217;atmosfera, che si accendeva di giorno in giorno; <strong>viveva la verità e la faceva vivere</strong>. Nei molti anni che mi occupai di quei corsi ebbi molti ed illustri colleghi; senza far torto a nessuno, mai ne trovai che raggiungessero la intensità di effetto di Mons. Canovai».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/card-siri.jpg"><img class="alignright wp-image-1545 " src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/card-siri-219x300.jpg" alt="card-siri" width="169" height="231" /></a>«Ad un certo punto, avvicinandolo, l&#8217;attenzione si spostava ad altro: si trovava che era un&#8217;anima grande. Per me questa parola dice tutto quello che io sento di lui. Cuore, generosità, effusione in semplicità di fanciullo; tutto diventava caldo e vibrante. Anima sensibilissima, che credo sentisse anche i più piccoli colpi; ma che era in grado di superarsi continuamente e di continuamente effondere. A me pareva che con Lui non si sarebbe riusciti ad aver contrasti. Quando parlava con me delle sue lezioni, rivelava il timore di non saper rispondere all&#8217;impegno e mi chiedeva, come un fanciullo a scuola, se andava bene. Era convinto di poter far male, il che misura la sua non ordinaria umiltà. Aveva una luce negli occhi. Dopo anni lo rivedo sempre. Allora mi pareva cosa ordinaria, perché lo vedevo sempre; però mi dava un senso di riposo e di gioia. Oggi comprendo bene che quella luce si accendeva di una soprannaturale luce e grazia interiore.<strong> Oggi penso sempre che questo buon amico mio mi aiuti molto dal cielo</strong>».</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Da: D. Mondrone S.I., <em>Suscipe Domine. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai</em>, Ed. La civiltà Cattolica, Roma 1949, pp. 205-206</p>
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		<title>Sulla famiglia cristiana: lettera di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 12:22:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Servo di Dio Mons. Canovai durante la sua missione diplomatica in Argentina continuò a seguire i suoi figli spirituali ed i suoi amici in Italia attraverso un fitto scambio epistolare. In questa lettera di cui vi proponiamo la lettura, don Giuseppe si rivolge ad un suo caro amico divenuto padre e gli offre splendidi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il Servo di Dio Mons. Canovai durante la sua missione diplomatica in Argentina continuò a seguire i suoi figli spirituali ed i suoi amici in Italia attraverso un fitto scambio epistolare. In questa lettera di cui vi proponiamo la lettura, don Giuseppe si rivolge ad un suo caro amico divenuto padre e gli offre splendidi consigli per vivere santamente il matrimonio e fondare il proprio cammino sulla sacralità della famiglia cristiana</em></p>
<p style="text-align: right;">Buenos Aires, 12 marzo 1941</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/12/famiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1525" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/12/famiglia-225x300.jpg" alt="famiglia" width="225" height="300" /></a>&#8220;&#8230;Chiedi insistentemente a Dio che ti dia luce e forza per essere padre secondo il suo cuore cioè nella delicatezza e rettitudine dell&#8217;anima e nello spirito soprannaturale. Ringrazia Dio che attraverso il vincolo del grande Sacramento ti ha chiamato a collaborare alla sua opera creatrice e redentrice: offri grazia e fedeltà a lui perchè ti conceda grazia di plasmare i piccoli vasi di creta ove egli lascia discendere la fiammella immortale. Questo è il grande mistero della famiglia cristiana; essere strumento di Dio nella donazione della vita e ministro suo nell&#8217;accendere nelle anime le eterne speranze.<br />
Procura di tornare sovente col pensiero e con l&#8217;intima offerta del cuore alla grazia del Sacramento: il Signore ha deposto in te in quel Sacramento tutte le grazie necessarie e il titolo efficace per implorare le nuove affinché tu possa vivere cristianamente la vita della famiglia. Fatti sicuro di questa speranza, credi e spera nel Sacramento che Dio ti ha donato: credi fortemente che Dio ti ha dato quel Sacramento e ti darà per quel Sacramento la luce e la forza per seguirlo nella tua nuova vita in fedeltà verace e perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Unisciti sovente alla tua buona sposa per celebrarlo insieme: sarebbe bene che ogni mese, alla ricorrenza di quel giorno, faceste insieme la Comunione per rinnovare al Signore le promesse di quel giorno ed aiutarvi insieme a mantenerle: sono certo — a uno come te non ci deve essere bisogno di ricordarlo — che avrete la vostra preghiera comune, non la lasciare mai, anche se vieni a casa stanco e se fossi bravo del tutto la preghiera non dovrebbe essere meno del Rosario: nessuna cosa sarà così educativa per i tuoi piccoli come il vedere i genitori che pregano insieme e santificano la casa nella vita della preghiera.&#8221;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Servo di Dio Mons. Canovai, Diario, 12 marzo 1941 Buenos Aires, Lettera<br />
da: Florian Kohlfhaus (a cura di), <a title="Passione per Cristo, Diario di Mons. Giuseppe Canovai – Con prefazione del Cardinale Pietro Parolin" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/spiritualita-mariana-suscipe-domine/" target="_blank"><em>Passione per Cristo. Diario di Mons. Giuseppe Canovai</em></a>, 3 voll., Cantagalli,, Siena 2015, ISBN 978-88-6879085-1, pp. 1586, € 60.</p>
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		<title>Mons. Canovai: &#8220;Tabernacolo: divina scuola della tranquillità e della pace&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 08:56:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La più grande sorgente di letizia per l&#8217;anima cristiana è là, in fondo alle nostre Chiese, al mistico silenzio del Tabernacolo (&#8230;) Possiamo perdere la nostra letizia non solo per motivi spirituali, ma ancora per ragioni materiali; siamo d&#8217;anima e di corpo e talora il secondo non manca d&#8217;influire sul primo specialmente per difficoltà, per [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/tabernacolo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1503" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/tabernacolo-300x225.jpg" alt="tabernacolo" width="300" height="225" /></a><strong>La più grande sorgente di letizia per l&#8217;anima cristiana è là, in fondo alle nostre Chiese, al mistico silenzio del Tabernacolo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(&#8230;) Possiamo perdere la nostra letizia non solo per motivi spirituali, ma ancora per ragioni materiali; siamo d&#8217;anima e di corpo e talora il secondo non manca d&#8217;influire sul primo specialmente per difficoltà, per preoccupazioni, per dispiaceri, si può perdere quella tranquillità d&#8217;animo che è condizione indispensabile alla vita spirituale, non tranquillità nel senso di vita riparata e chiusa, come nel silenzio di una badia, ma tranquillità nell&#8217;intimo sacrario del nostro spirito, quella serenità quella placidezza che è condizione indispensabile di raccoglimento e di equilibrio e che il cristiano deve anzi saper conservare anche tra le attività più rumorose. Per quelle ragioni dunque possiamo perdere la nostra pace e a chi ricorreremo allora?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, al Tabernacolo. Ecco la divina scuola della tranquillità e della pace. Ricorriamo a Lui, a Lui che ha parole di vita eterna, che è maestro del sacrificio e del dolore, Egli che nel sacrificio e nel dolore ci ha redenti ci dirà la parola della pace. <em>Venite ad me omnes qui fatigatis et laboratis estis et ego reficiam vos</em>. Egli ci rifarà, in una comunione spirituale, ci rifarà ci ricreerà nuovamente sotto l&#8217;alito potente della sua grazia ci rialzeremo dal suo altare rifatti.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong><a title="Passione per Cristo, Diario di Mons. Giuseppe Canovai – Con prefazione del Cardinale Pietro Parolin" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/passione-per-cristo-diario-9788868790851/" target="_blank">dal Diario di don Giuseppe Canovai</a></strong></em></p>
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		<title>da La Voce di Ferrara: Don Giuseppe Canovai: &#8220;In Cruce Oro et Pugno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 20:01:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo il contenuto di articolo dedicato alla figura del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai, pubblicato da La Voce di Ferrara del 14 novembre 2014 dal titolo Don Giuseppe Canovai: &#8220;In Cruce oro et Pugno&#8221; In Cruce oro et pugno! E&#8217; il motto del nostro Servo di Dio. L&#8217;anima di Don Giuseppe Canovai è una [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo il contenuto di articolo dedicato alla figura del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai, pubblicato da La Voce di Ferrara del 14 novembre 2014 dal titolo <em>Don Giuseppe Canovai: &#8220;In Cruce oro et Pugno&#8221;</em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/GiuseppeCanovai.jpg"><img class="alignright wp-image-1210 size-medium" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/GiuseppeCanovai-300x148.jpg" alt="GiuseppeCanovai" width="300" height="148" /></a>In Cruce oro et pugno!</em> E&#8217; il motto del nostro Servo di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anima di Don Giuseppe Canovai è una scintilla che guizza e corre nell&#8217;oggi di Dio, che illumina e contagia quanti hanno avuto la grazia di incontrarlo nei suoi scritti e nella testimonianza luminosa di quanti lo ebbero per padre e maestro, ispiratore e nocchiero verso lidi più puri, verso scelte più forti, verso una vita più santa. <em>Dare a Cristo</em>…</p>
<p style="text-align: justify;">Mons. Giuseppe Canovai era nato a Roma il 27 dicembre 1904 e aveva conseguito la maturità classica nel Liceo Visconti. Intraprese gli studi di Filosofia e Teologia alla Pontificia Università Gregoriana contemporaneamente a quelli di Giurisprudenza alla Università della Sapienza [1].</p>
<p style="text-align: justify;">Avrebbe desiderato abbracciare in l&#8217;ideale della Compagnia di Gesù ma la vita non glielo permise: alla morte del padre dovette sovvenire alle necessità della famigliola, essendo la mamma ammalata ed egli figlio unico. E, quando si trattò di scegliere di concretizzare quella vocazione avvertita e verificata, il suo Padre spirituale, il P. Enrico Rosa (gesuita) lo indirizzò verso il Sacerdozio diocesano.  Don Giuseppe manterrà l&#8217;impronta religiosa (in particolare quella gesuitica) per tutta la vita: attingerà dalla spiritualità ignaziana in ogni momento. Fu alunno dell&#8217;Almo Collegio Capranica, godendo la stima dei Superiori, e sempre alla Gregoriana conseguì la laurea dottorale in Diritto canonico. Divenuto Sacerdote gli venne assegnata la cura degli universitari (Assistente diocesano della FUCI). Avrebbe voluto continuare la vita di apostolato a servizio dei giovani e nella direzione spirituale, ma venne chiamato, per meriti (non avendo frequentato l&#8217;Accademia ecclesiastica), alla carriera diplomatica. E arrivò alla Congregazione per i Seminari prima e in Segreteria di Stato poi. Possiamo compendiare in un trittico la sua sintesi del Sacerdozio cattolico: Sacerdozio, Messa e Breviario. Con queste parole ne appare chiara l&#8217;essenza e l&#8217;altissima vocazione: l&#8217;integrale conformazione a Cristo [2].</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/la-voce-ferrara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1353" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/la-voce-ferrara-300x135.jpg" alt="la-voce-ferrara" width="300" height="135" /></a>Fu l&#8217;ispiratore di un movimento laicale, l&#8217;<em><strong>Opera Regina Crucis</strong>,</em> fondata a Tivoli nel 1936 dalla<a title="Tommasina Alfieri" href="http://www.familiachristi.org/tommasina-alfieri/" target="_blank"> Signorina Tommasina Alfieri</a>, sua figlia spirituale (movimento che nel corso del tempo ha mutato il suo nome in <a title="Opera Familia Christi" href="http://www.familiachristi.org/" target="_blank"><em>Opera Familia Christi</em></a>). Avrebbe desiderato seguire lo sviluppo di questa famiglia di anime, congregata dall&#8217;amore di Cristo, ma venne chiamato ad un ulteriore incarico di responsabilità: Uditore di Nunziatura a Buenos Aires[3]. All&#8217;attività diplomatica univa una fervente vita apostolica (conferenze, ritiri, esercizi spirituali, direzione spirituale di giovani, seminaristi e preti… fu un autentico missionario, tanto da essere venerato e acclamato santo da quel popolo lontano che lo adottò come suo apostolo). Amante di Cristo e servitore instancabile della Chiesa, si offrì vittima per impedire l&#8217;approvazione di leggi ingiuste. Estenuato e provato da una irreversibile peritonite concluse in poco tempo la sua già breve giornata terrena. Si addormentò nel Signore, fra spasimi incredibili, l&#8217;11 novembre 1942, dopo appena undici anni di Sacerdozio. Fu allora che si scoprirono sul suo corpo i segni di una acerbissima vita di penitenza, segno impresso nella carne per l&#8217;amore infiammante e consumante per l&#8217;Amato divino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto programmatico di Don Giuseppe, verso la fine della vita, si sviluppa ulteriormente in alto, sempre più attratto dalla fiamma di Dio che riscalda e consuma: <em>Uror et incendo</em>. Alla sera della sua vita, alba di eternità, quest&#8217;anima eletta non è più un lumicino, un barlume sconosciuto o anonimo ai più: vive, incendiata, di paradiso, di sublimi altezze, di vette raggiunte e di mani tese a chi ancora tentenna, lotta e soffre sballottato fra i marosi dell&#8217;esistenza quotidiana, segnata da peccato e redenzione. A tutti adesso propone quella luce, a tutti una parola: “Vivi e muori infiammata dell&#8217;amore di Dio!”. È una scintilla formidabile, che tutto ciò che tocca infiamma, trasfigura e traghetta oltre il limite, incendia, incandescente ogni tratto della persona e la fa lampada che si consuma davanti a Dio sacramentato … La lampada si consuma: tale è stata l&#8217;esperienza di Don Canovai, consumato interamente da una malattia irreversibile, della quale mai aveva parlato ad alcuno, scoperta ormai troppo tardi (sul letto di morte), eletta come ulteriore gradino da ascendere, ulteriore strumento per consumarsi totalmente in Dio, vittima di espiazione e d&#8217;amore, ad imitazione del Cristo crocifisso[4]. La scintilla adesso è brace ardente, che tutto accende: brucia di desiderio, si consuma nell&#8217;attesa dell&#8217;unione intima e definitiva con l&#8217;amato Signore, unico amore di quella radiosa e catalizzante esistenza. Arde fulmineo, anela incessantemente a Lui, freme, non sopporta l&#8217;attesa, s&#8217;illumina, riscalda, si consuma, brucia …. è ormai incandescente: <em>Uror et incendo! </em>È pronto a incontrare lo Sposo. Un unico rimpianto, tenero e cordiale: in Paradiso non potrà più celebrare la sua Messa: “In Cielo non vi sarà rimpianto di terra&#8230; eppure quando&#8230; sarò nel fulgore della tua gloria&#8230; non ti potrò palpare con le mie mani, non ti potrò sollevare in alto tra cielo e terra, non ti potrò ridonare alle anime, non ti potrò nascondere, carne viva e vivificante di Dio, nel mio cuore e avrò&#8230; nostalgia dell’Altare&#8230; So che è assurdo, perché Tu sarai tutto in tutti&#8230; che mi perderò faccia a faccia in Te&#8230; ma il mio Paradiso è il tuo altare, mensa dei tuoi amici, contemplazione della tua Presenza, donazione della tua vita, effusione del tuo spirito, glorificazione del tuo Padre, convegno dei tuoi angeli, gaudio dei tuoi figli, gioia dei tuoi giusti, pace dei tuoi servi. Quando invoco l’Angelo misterioso del Sacrificio, mi sembra che la mia offerta penetri nel mistero del Padre; quando incrocio l’Ostia sul Calice, mi sembra che il mio gesto sacerdotale sia fuso alla vita della Trinità tutta santa e questa risplenda nel candore dell’Ostia; quando lascio cadere nel Calice il frammento dell’Ostia, mi sembra che l’Onnipotenza di Dio risuscitante il suo Cristo palpiti nel fremito delle mie mani! (<em>Diario manoscritto</em>, 10 ottobre 1939)” 7n[5].</p>
<p style="text-align: justify;">Gli piaceva pensarsi sotto la croce, accanto a Maria come il discepolo prediletto, ad intercedere dal Figlio di Dio la linfa per sopravvivere in questo esilio e la luce per comprendere le grandi scelte che ogni giorno ci attendono[6].</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;anima grande, sempre rapita e assorta nel mistero di Dio. Ma non un serioso osservatore del mondo dal tono distaccato e sprezzante. Si impegnava generosamente ogni giorno con la sua preghiera e il suo apostolato per l&#8217;avvento concreto del Regno di Dio nelle anime, novella incarnazione di Dio nella storia, in quella personale come in quella universale.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi ha commosso soprattutto &#8211; aveva appuntato nel 1941 &#8211; la ricerca di Dio nella più umile delle preghiere, la preghiera vocale… il Rosario, i <em>Pater</em>, le <em>Ave</em>, ripetute qua e là durante la nostra giornata, le giaculatorie dette quasi a mezza bocca quando l’anima è stanca e affaticata, la <em>Via Crucis</em>, le formule delle preghiere preferite che si pronunziano quasi solo accennando le sillabe tanto sono note, le litanie della Vergine, le litanie dei Santi, i salmi della penitenza e della gioia, tutte parole sante con cui si chiede Dio, con cui si implora la sua vasta discesa nel nostro spirito, in cui l’anima si apre per essere invasa, si umilia, si atterra avanti a Dio per essere raccolta dalla sua misericordia. Piccole e umili preghiere delle nostre labbra stanche! […] Quando mancheranno le forze per ornare la casa interiore dell’anima e tutto sarà consumato, quando le labbra morenti appena potranno muoversi, voi umili sorelle minori della mia meditazione segreta, voi fiorirete ancora sulle mie labbra spente a cercare la misericordia di Gesù e la dolcezza di Maria”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Anima ostia, vittima con Cristo nel martirio quotidiano: “Intendo offrire intero tutto me stesso, vorrei interamente offrirmi a Lui nei triplici voti della vita religiosa, ma questo non mi è concesso; mi è concesso però di unire al voto di verginità una offerta più ampia, di rinunziare cioè fin da ora a qualunque godimento terreno e al desiderio di averlo, intendo cioè fin d’ora di rinunciare ai miei beni e, se non potrò rinunziarvi interamente, vivere distaccato da essi, come se non li possedessi; voto di ubbidienza a quanto il mio P. Spirituale e i superiori della Chiesa mi comanderanno e in ogni modo di rafforzare lo spirito di ubbidienza per essere pronto di rinunziare appena potrò alla mia volontà. Ecco l’offerta che oggi presento al mio dolce Redentore e, perché a Lui è più cara, la presento sotto il voto di verginità come aspirazione e caparra di purezza e di verginità che sono le virtù che Egli vuole nei suoi eletti perché così sono più simili alle creature del cielo, agli angeli suoi» (<em>Diario</em>, 21 giugno 1924).</p>
<p style="text-align: justify;"> La stella luminosa accesa dal Servo di Dio nella divina costellazione non verrà mai meno, come pure quelle sempre nuove apostoliche conquiste per le quali consacrò la sua vita e la sua morte. Le sue altissime aspirazioni e i suoi alti ideali, unite ai suoi esempi di vita cristiana e sacerdotale, continuano a vivere ancora oggi nella vita e nelle attività della <em><a title="Congregazione Familia Christi" href="http://www.familiachristi.org/congregazione/" target="_blank">Congregazione della Familia Christ</a>i</em>, ultimo frutto germinato dal cuore di Don Giuseppe, promanante da un suo ardentissimo desiderio. Del numero di quei chierici desiderava essere il primo. I membri della Congregazione intendono far rivivere l&#8217;esempio e l&#8217;ampiezza del cuore del loro fondatore nei palpiti di un cuore la cui vita di consacra a Dio “offrendo se stessi al Padre per mezzo di Cristo per la salvezza del mondo”, per tutto instaurare in Cristo portando a lui, innalzata, un&#8217;umanità redenta dal Sangue del Figlio di Dio. Essi si propongono di favorire quei fini che sono propri della <em>Familia Christi</em>, movimento nel quale essa nasce e per la quale si sviluppa, favorendo la crescita umana e spirituale dei suoi membri: giovani universitari, uomini e donne impegnati nel mondo del lavoro, intellettuali e liberi professionisti … le stesse categorie che furono oggetto della cura e dell&#8217;attenzione del loro fondatore, stella luminosa che risplende ormai nell&#8217;eterno giorno di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il<a title="Canonizzazione don Giuseppe Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/processo-canonizzazione/" target="_blank"> Processo per la Beatificazione del nostro Servo di Di</a>o, la cui causa prosegue presso gli uffici competenti della Congregazione per le Causa dei Santi, ha favorito la rinnovata pubblicazione dei suoi Scritti. È in corso la pubblicazione integrale del Diario manoscritto (redatto ininterrottamente dall&#8217;età di sedici anni fino alla morte) a cura di Mons. Florian Kolfhaus.</p>
<p style="text-align: justify;">[1]    Cfr. <em>In cruce oro et pugno. Dagli Scritti di Mons. Giuseppe Canovai</em>, Tommasina Alfieri (ed.) p. 5 e ss.</p>
<p style="text-align: justify;">[2]    Cfr. <em>Sacerdozio, Messa, Breviario, </em>Opera Familia Christi (ed.), Edizioni Centena Roma 1962.</p>
<p style="text-align: justify;">[3]    Cfr. <em>Suscipe Domine. Biografia e Diario di Mons. Giuseppe Canovai</em>, Domenico Mondrone, s.j., Edizioni              “La Civiltà Cattolica”, Roma 1949.</p>
<p style="text-align: justify;">[4]    Cfr. <em>Don Giuseppe Canovai nei suoi scritti</em>, Mons. Giacomo Loreti (ed.), Edizioni Centena, Roma 1963.</p>
<p style="text-align: justify;">[5]    Cfr. <em>Don Giuseppe Canovai nei suoi scritti</em>, op. cit.</p>
<p style="text-align: justify;">[6]    Cfr. <em>L&#8217;avventura della santità sacerdotale. La vita del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai</em>, Casa Mariana Editrice,  Frigento 2014.</p>
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		<title>Preghiera per implorare grazie e favori</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 23:04:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Preghiera per implorare grazie e favori attraverso l’intercessione del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, tanto amata ed adorata da don Giuseppe Canovai fino al punto di penetrare e contemplare l’amore del Padre, di unirsi sacerdotalmente al sacrificio del Figlio e di rispondere prontamente agli inviti dello Spirito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;"><em>Preghiera per implorare grazie e favori attraverso l’intercessione del <strong>Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai</strong></em></p>
<p style="color: #000000;"><em><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/don-giuseppe-canovai.jpg"><img class="alignleft wp-image-1099 size-medium" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/don-giuseppe-canovai-202x300.jpg" alt="Servo di Dio Mons Giuseppe Canovai" width="202" height="300" /></a><strong>Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo,</strong></em><br />
<strong> <em>tanto amata ed adorata da don Giuseppe Canovai</em></strong><br />
<strong> <em>fino al punto di penetrare e contemplare l’amore del Padre,</em></strong><br />
<strong> <em>di unirsi sacerdotalmente al sacrificio del Figlio</em></strong><br />
<strong> <em>e di rispondere prontamente agli inviti dello Spirito Santo</em></strong><br />
<strong> <em>servendolo fedelmente nelle anime,</em></strong><br />
<strong> <em>per i meriti della Beata Vergine Maria Regina Crucis</em></strong><br />
<strong> <em>mostra la gloria che egli ora gode presso di te,</em></strong><br />
<strong> <em>concedendoci di vederlo presto elevato agli onori degli altari<br />
e, per sua intercessione,</em></strong><br />
<strong> <em>di ricevere la grazia che fiduciosi ti domandiamo.</em></strong></p>
<p><strong><em>Per Cristo nostro Signore</em></strong></p>
<p style="color: #000000;">Per contattare il Postulatore della Causa di Canonizzazione e per la relazione di grazie ricevute scrivere a:<br />
<a style="color: #2dcb73;" href="mailto:assistente.ecclesiastico@dongiuseppecanovai.it" target="_blank">assistente.ecclesiastico@dongiuseppecanovai.it</a></p>
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		<title>Mons. Canovai nelle parole del Card. Ottaviani</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 22:31:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“È andato alla casa del Padre”, così scriveva la signorina Alfieri ricordando il Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai nell’anniversario della sua chiamata al Cielo, chiamata a cui don Giuseppe rispose, come in tutta la sua vita, con l’ardore dell’anima amante che giunge finalmente al traguardo sospirato. Da allora, da quell’ 11 novembre 1942, la [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/Canovai_borsa_diplomatico1.jpg"><img class="alignleft wp-image-1159 size-medium" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/Canovai_borsa_diplomatico1-227x300.jpg" alt="Servo di Dio Mons Giuseppe Canovai" width="227" height="300" /></a>“È andato alla casa del Padre”, così scriveva la<a href="http://www.familiachristi.org/tommasina-alfieri/"> signorina Alfieri</a> ricordando il Servo di Dio Mons.<a href="http://www.familiachristi.org/giuseppe-canovai-anniversario-morte/"> Giuseppe Canovai nell’anniversario della sua chiamata al Cielo</a>, chiamata a cui don Giuseppe rispose, come in tutta la sua vita, con l’ardore dell’anima amante che giunge finalmente al traguardo sospirato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora, da quell’ 11 novembre 1942, la fiamma del<strong> ricordo di don Giuseppe Canovai r</strong>esta accesa e brilla nell’ideale di vita da lui ispirato e incarnato dall’<a href="http://www.familiachristi.org/">Opera Familia Christ</a>i, dai suoi figli spirituali e da quanti, ormai molti, che pur non avendolo conosciuto l’hanno incontrato grazie alle pagine del suo Diario, scoperto nelle sue preghiere recitate davanti all’altare e provato a imitare nelle vie della consacrazione sacerdotale e laicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo ricordo e la sua Opera restano vivi anche nei numerosi articoli pubblicati in sua memoria, molti dei quali sull’<strong>Osservatore Romano</strong>, dalle conferenze, memorabile quella tenuta nell’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana il 2 marzo 1951 dall’amico<strong> <a href="http://www.familiachristi.org/cardinal-siri-giuseppe-canovai/">Cardinal Giuseppe Siri</a></strong> e da quanti, padri spirituali e formatori, l’hanno indicato come esempio di modello sacerdotale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi il<strong> Cardinale Alfredo Ottaviani</strong> che, dopo aver terminato la lettura del Diario di don Giuseppe Canovai, scrisse una commossa lettera al curatore dell’opera, Mons. Loreti in cui esprimeva tutta la sua ammirazione e la stima per il compianto Servo di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>occasione del LXXII anniversario della chiamata al Cielo di don Giuseppe ne condividiamo il testo</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roma, 11 marzo 1963</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Reverendissimo Monsignore,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignright size-medium wp-image-1288" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/Ottaviani-218x300.jpg" alt="Ottaviani" width="218" height="300" />Terminata la lettura del travolgente Diario di don Giuseppe Canovai sento morire sulle labbra le consuete espressioni di cortesia e di ringraziamento.</em><br />
<em> Poche volte, credo, mi è stato dato di contemplare una così compiuta immagine del Sacerdote Eterno, Vittima del suo Sacerdozio, come quella che don Canovai ha lasciato scritta nelle sue pagine e, fuor di metafora, nel suo sangue.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Intelligenza straordinariamente acuta e lucida, cultura spaziante per orizzonti larghissimi, fascino immediato e avvincente, eloquenza calda e suasiva, avrebbero spalancato a don Giuseppe le porte di un rapido successo terreno sol che lo avesse voluto: ma Egli aveva compreso fino in fondo che il carattere impresso nell’Ordine Sacro assimilandoci a Cristo Crocifisso ci deputa tutti, noi Sacerdoti, all’immolazione: tutti, anche i preti di Curia, anche quelli che per dovere di stato respirano i profumi e osservano le fantasmagorie del fasto mondano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che lezione! Che rimprovero, per noi che ci crediamo eroi per aver diligentemente occupato una sedia dietro la scrivania nell’orario regolamentare!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Caro Monsignore, non so dirLe altro ringraziamento che questo: confortiamoci con vicendevole preghiera ad aver il coraggio di essere preti come don Canovai ci insegna: ce lo conceda il Signore, anche per l’intercessione di questo suo Servo!</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Mi creda devotissimo in Domino</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Cardinale Alfredo OTTAVIANI</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Conferenza del Card. Siri: &#8220;L&#8217;anima sacerdotale di Mons. Canovai&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 22:50:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 2 marzo 1951 l&#8217;Arcivescovo di Genova, Mons. Giuseppe Siri (poi Cardinale), amico di don Giuseppe Canovai, tenne una splendida conferenza nell&#8217;Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana di Roma in commemorazione proprio del Servo di Dio Mons. Canovai, di cui vi proponiamo la lettura di un estratto. “Se vivesse ancora, Monsignor Giuseppe Canovai, questo caro alunno dell’Alma Mater e del Capranica, si appresterebbe [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/giuseppe-siri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1304" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/giuseppe-siri.jpg" alt="giuseppe-siri" width="187" height="270" /></a>Il 2 marzo 1951 l&#8217;Arcivescovo di Genova, Mons. Giuseppe Siri (poi Cardinale), amico di don Giuseppe Canovai, tenne una splendida conferenza nell&#8217;Aula Magna della Pontificia Università <strong>Gregoriana</strong> di Roma in commemorazione proprio del Servo di Dio Mons. Canovai, di cui vi proponiamo la lettura di un estratto.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">“Se vivesse ancora, <strong>Monsignor Giuseppe Canova</strong>i, questo caro alunno dell’Alma Mater<strong> e del Capranica,</strong> si appresterebbe a celebrare il ventesimo anniversario della Sua Ordinazione Sacerdotale. Eppure da più che otto anni non è di questo mondo. Ciò è sufficiente a ricordare che il Suo passaggio è stato breve. Forse la Provvidenza lo fermò presto perché, illuminato dalla morte, giungesse in tempo ad edificare chi doveva, come doveva e compisse così la Sua vera missione.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Perché l’ultima Sua missione non fu – così io fermamente penso – quella d’aver fatto l’Uditore alla Nunziatura di Buenos Aires. E forse è per questo che noi ci troviamo qui stasera.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Le caratteristiche di Monsignor Canovai sono</strong>: il tipo, la particolare intelligenza, la incredibile penitenza, la completa soprannaturalità. Aveva naturale l’esuberante bisogno di comunicarsi; ciò l’indusse a confidarsi con assiduità e metodo allo scritto.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong><a title="Diario don Giuseppe Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/libri-scritti/diario/" target="_blank">Il diario</a>, le lettere, gli scritti sparsi</strong>, permettono di accompagnarlo interiormente e direttamente, in modo da dare a quelli stessi che Gli furono compagni di studio o di lavoro, amici, il mezzo per interpretare quanto videro e sentirono. Lo fanno oggi colla commossa e – direi trasognata riverenza di chi quasi non può credere di essersi talvolta accompagnato a tanta altezza.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Parlo delle caratteristiche, perché esse si uniscono in un modo chiaro e logico e formano il quadro di un’anima pienamente sacerdotale. Non voglio prevenire e pertanto andiamo con ordine.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Il Tipo. Era calore, fuoco, sensibilità. Sveltissimo, pronto, attivo.</strong> La generosità dell’animo suo lo rendeva persino semplice. Era quella semplicità che fa il controluce migliore alle vere intelligenze. Così era di getto, sempre in movimento, schietto.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Il Suo parlare rifletteva tutto questo: avvolgeva, facilitava, cavava d’imbarazzo,</strong> tanto era immediato. L’intuizione era rapida e sicura: se fosse stato meno generoso e meno disinteressato avrebbe potuto essere comodamente e decorosamente quello che può chiamarsi “un uomo furbo”. Invece rimase semplice, senza cessare di essere saggio. La prontezza e la intuizione rendevano sapida ed incisiva la sua parlata romanesca; egli poi parlava con tutto il contegno e, così, la Sua gioia e la Sua cordialità parevano rasentare la scanzonatura. Molte volte, anzi pressoché sempre, coprivano il Suo grande segreto di immolazione. Il Suo sentimento era turgido, comunicativo; si commoveva; le idee e le cose Gli entravano nell’animo svegliandone ogni capacità emotiva. Quelle simpatiche esplosioni, magari rumorose, parevano inseparabili dalla sua figura.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Per questo Suo naturale vibratile, le esperienze, i casi,</strong> i fatti si volgevano facilmente in sofferenza; l’amicizia in responsabilità di dono; i frutti del ministero in spaventato confronto con l’ideale altissimo che sempre Gli stava innazi; le persone care come quelle alle quali – secondo lui – avrebbe potuto dare di più; la gioia in richiamo di indegnità di fronte all’amore di Dio.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Così il suo stesso temperamento Gli donò la prima e costante penitenza.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Era fatto per ardere tutto.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Era un cero per l’altare e doveva consumare la materia</strong>, per alimentare la fiamma.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Lo stesso temperamento lo poteva rendere impaziente, insofferente, impulsivo, acre.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">Che sia invece diventato penitenza è il segno di un lavorio interiore che conobbe il dominio, l’umiltà e l’amore senza misura.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Dio l’aveva fatto in modo che tutte le cose in fondo acquistassero per Lui l’occasione di una immolazione</strong>. Gli morì prima il padre, poi la mamma adorata. Aveva desiderato entrare nella Compagnia di Gesù e non poté; sognò il ministero e dovette in parte rinunciarvi per la vita di ufficio in Congregazione; vagheggiò concentrarsi negli studi prediletti di filosofia e dovette accontentarsi dei ritagli; paventò la carriera diplomatica e questa costituì l’ultima parte della Sua via.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"><strong>Lo si vide correre per Roma a velocità pazzesche colla Sua macchinetta per arrivare a tutto</strong>. Tenne corsi di Religione all’Istituto Maria Adelaide. Alle pensionate delle Suore Orsoline, al Cenacolo, a Tor di Specchi, a Via di Piè di Marmo, alla Fuci… Predicò fino ad esaurirsi, non si negò al Confessionale, alla Direzione delle anime, di molte occupandosi per indirizzarle alla più alta perfezione, s’occupò di chiunque gli capitasse, non gli bastò Roma e fu per l’Italia; tutto come se fosse un piccolo scherzo senza darsi nessuna aria e piuttosto coll’aria di chi pagasse – e malamente – un debito.</p>
<p style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;">La esuberanza e sensibilità del Suo temperamento non lo lasciò mai in pace, non solo perché gli donò insofferenze, dolori e più gli fece sentire i vuoti, ma perché non Gli lasciò godere in sostanza mai uno di quei periodi di tempo in cui un uomo non pensa a nulla o pensa solamente a se stesso. Ma quella esuberanza e sensibilità, senza un sanguinoso sacrificio e senza potenza di virtù, Gli avrebbe dato ben altro volto morale. (…)”</p>
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		<title>Giuseppe Canovai, a Roman who left a community as his legacy</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 14:39:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Diffondiamo il testo di un articolo in lingua inglese pubblicato su &#8220;Catholic News Agency&#8221; che parla della figura del Servo di Dio don Giuseppe Canovai e del suo rapporto con l&#8217;Opera Familia Christi By Jan Bentz Familia Christi is the Roman community formed by Fr. Giuseppe Canovai, a priest of the city whose life united [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diffondiamo il testo di un articolo in lingua inglese pubblicato su &#8220;<a href="http://www.catholicnewsagency.com" target="_blank">Catholic News Agency</a>&#8221; che parla della figura del<strong> Servo di Dio don Giuseppe Canovai</strong> e del suo rapporto con l&#8217;<a title="Opera Familia Christi" href="http://familiachristi.org/" target="_blank">Opera Familia Christi</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/cna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1349" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/11/cna-300x155.jpg" alt="cna" width="300" height="155" /></a>By Jan Bentz</em><br />
Familia Christi is the Roman community formed by Fr. Giuseppe Canovai, a priest of the city whose life united Franciscan poverty and the Jesuit spirituality.</p>
<p style="text-align: justify;">“He was a simple man, with a deep spirituality that hungered for the salvation of souls,” explained Fr. Matteo Riboli, president of the Associazione Vittorio eTommasina Alfieri, an association of the faithful aiming to form the laity according to the ideals of Familia Christi.</p>
<p style="text-align: justify;">Coming from simple roots, Fr. Canovai, born in Rome in 1904, unified in his persona the deep spirituality of a man of God with a charismatic personality.</p>
<p style="text-align: justify;">“He was born into a poor family who was nevertheless rich in their Italian heritage,” Fr. Riboli told CNA.</p>
<p style="text-align: justify;">“Since he was young, he strove for spiritual perfection. Fr. Rosa, a Jesuit, helped him in his Christian formation,” Fr. Riboli explained, adding: “he was very Roman in his style, very approachable; so much so that sometimes people called him a joker.”</p>
<p style="text-align: justify;">In 1929 Canovai entered the Almo Collegio Capranica, the seminary of the Diocese of Rome.<br />
He studied both philosophy and theology at the Gregorianum – run by the Society of Jesus – and was ordained a priest of the diocese in 1931.</p>
<p style="text-align: justify;">He was attracted to the Society of Jesus, however, through his time at the Gregorianum and his contact with Fr. Enrico Rosa, who was editor of La Civilta Cattolica and his spiritual director. He tried to enter the Society while in seminary, but was rebuffed.</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Cavonai “was always eager in the care for souls. He wanted to give his life for the good of souls,” said Fr. Riboli.</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Canovai’s spirituality was marked by his jovial style of dealing with others while retaining a profound piety.</p>
<p style="text-align: justify;">“In his diary he wrote daily what moved him, and thus offers a deep insight into his spiritual life, his secret relation to God.”</p>
<p style="text-align: justify;">He began his diary in 1919, and it was not published, as &#8216;Suscipe Domine&#8217;, until 1949, by La Civilta Cattolica. It was recently re-published in Italian due to its popularity.</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Riboli continued, saying the priest “had a great love for the Eucharist and exercised an extreme habit of mortification, up to self-flagellation. This became visible only after his death by the visibility of scars, and instruments he left behind.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Canovai served several years in Rome. He was a secretary at the Congregation of Seminaries and Universities, and studied canon law, but loved to preach. He was later able to serve as a university chaplain.</p>
<p style="text-align: justify;">“He wanted to found a new group together with a young women, Tommasina Alfieri,” Fr. Canovai said of his time in Rome. “In 1937 he founded the first community, called ‘Opera Regina Crucis’, but only in 1942 did the group take the name &#8216;Familia Christi&#8217;.”</p>
<p style="text-align: justify;">The priest joined the Pontifical Ecclesiastical Academy in 1939, and that year was sent to Buenos Aires as auditor to Argentina&#8217;s apostolic nuncio.</p>
<p style="text-align: justify;">Thence he was briefly sent to Chile, though he returned to Argentina in 1942, where he died Nov. 11 of that year.</p>
<p style="text-align: justify;">“He offered his life to the Lord,” Fr. Riboli said, “with the words, ‘I did not expect that it would be so beautiful to die so soon and to die so young.’”</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Canovai&#8217;s legacy is continued to the present day by Familia Christi.</p>
<p style="text-align: justify;">The community of 30 Romans living near the Tiber is “a family of friends of God who give their life for their siblings in the love of God,” said Fr. Riboli.</p>
<p style="text-align: justify;">It includes both men and women who meet multiple times a week, including a weekly meeting for scripture reading and lectio divina.</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Riccardo Petroni, postulator for the cause of beatification of Fr. Giuseppe Canovai and ecclesial assistant to Familia Christi, told CNA that the priest&#8217;s beatification is imminent.</p>
<p style="text-align: justify;">The diocesan investigation was concluded in 2001, and the Congregation for the Causes of Saints has given its verification.</p>
<p style="text-align: justify;">“The veneration of Don Giuseppe Canovai began right after his death. From that moment on he had a reputation of sanctity due to the zeal with which he worked and his heroic way of witness for the Gospel.”</p>
<p style="text-align: justify;">Pope Francis, too, knows the Roman priest.</p>
<p style="text-align: justify;">“He was incredibly famous in Buenos Aires, and certainly Pope Francis knew him,” Fr. Petroni said. “In 2007 when the request was made to transfer his mortal remains from the Jesuit church in Buenos Aires to Rome, it was the archbishop, Cardinal Bergoglio, who granted permission.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Petroni concluded that Fr. Canovai shares a common feature with Pope Francis: the dual love of Franciscan poverty and Jesuit spirituality.</p>
<p style="text-align: justify;">“Today his remains lie in the church of the Franciscans, Santa Maria in Aracoeli, an order whose spirituality he liked so much, together with the Jesuit charism, the first charism of his life.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.catholicnewsagency.com/news/giuseppe-canovai-a-roman-who-left-a-community-as-his-legacy-83688/" target="_blank">http://www.catholicnewsagency.com/news/giuseppe-canovai-a-roman-who-left-a-community-as-his-legacy-83688/</a></p>
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