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	<title>don Giuseppe Canovai &#187; admin</title>
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	<description>In Cruce Oro et  Pugno - La figura e la spiritualità del Servo di Dio Mons. Guseppe Canovai, Sacerote romano Diplomatico della Santa Sede</description>
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		<title>don Giuseppe Canovai pronuncia il suo primo voto privato di castità, 21 giugno 1924, festa di S. Luigi Gonzaga</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 15:06:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel giorno della festa di San Luigi Gonzaga don Giuseppe Canovai pronunciò il suo primo voto privato di castità. Era il  21 giugno del 1924 ed aveva solo 20 anni. Questo desiderio era sorto in lui ben prima, quando la chiamata al servizio del Signore aveva cominciato a farsi sempre più viva e netta nel [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel giorno della festa di <strong>San Luigi Gonzaga</strong> don Giuseppe Canovai pronunciò il suo <strong>primo voto privato di castità</strong>. Era il  21 giugno del 1924 ed aveva solo 20 anni.<br />
Questo desiderio era sorto in lui ben prima, quando la chiamata al servizio del Signore aveva cominciato a farsi sempre più viva e netta nel suo animo.<br />
Il desiderio di questo voto è uno degli elementi che fin da subito appaiono chiari nella sua <strong>vocazione</strong>: la volontà di mantenersi casto e innocente per il Signore. E&#8217; lui stesso nei suoi diari a raccontare come, accortosi di essere entrato nelle grazie di una collega di studi di giurisprudenza, prese a vestirsi con abiti di taglie più grandi per apparire goffo e impacciato, fino a far desistere la giovane da ogni amicizia. Tanti altri episodi e i suoi continui propositi di perfezione, lo confermano su questa via e lo spingono, mese dopo mese, a lasciare la strada ordinaria per intraprendere la via dell&#8217;<strong>offerta totale di sé</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Formatosi alla scuola dei gesuiti, trovò certamente in San Luigi Gonzaga il modello ideale da imitare, e, sotto la sua protezione, poté pronunciare il suo primo e sofferto voto. Sofferto, perché il permesso non arrivò subito. Come in tutto il suo cammino sacerdotale, anche per il primo voto dovette soffrire, attendere e obbedire per poter finalmente offrire. Infatti, vista la giovane età e gli studi di legge ancora da finire, il suo padre Spirituale, Padre Rosa S.J, non gli permise subito di pronunciare il voto di castità, ma lo sottopose a un lungo periodo di attento discernimento al termine del quale concesse il sospirato permesso, ma nella modalità del voto rinnovabile ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito, proponiamo la lettura delle pagine di Diario relative a questo giorno. Emerge con chiarezza la gioia e l&#8217;ebrezza nel darsi al Signore. Nell&#8217;impeto dei vent&#8217;anni risalta l&#8217;ardore di rispondere alla chiamata di Dio, quella sete del &#8220;cervo alla fonte&#8221; di adeguare il proprio stato a quello desiderato dal Signore, di preservarsi dal mondo per offrirsi interamente al Cristo.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lauda Sion Salvatore lauda regem et pastorem in hominis, et canticis!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/2-Canovai-studenti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1622" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/2-Canovai-studenti-201x300.jpg" alt="2-Canovai-studenti" width="201" height="300" /></a>Oh è spuntato quel dì che l&#8217;anima bramava come il cervo alla fonte,</strong> ed il cieco alla luce, mentre risuona ancora all&#8217;orecchio la dolce salmodia del <a title="Corpus Domini spiegazione e commento della festa" href="http://www.familiachristi.org/corpus-domini/" target="_blank"><em>Corpus Domini</em> </a>e la Chiesa celebra festante il giglio della purezza, si sciolga dall&#8217;intimo del cuore l&#8217;inno del ringraziamento e della lode a Gesù e alla sua misericordia che si degna di legare oggi quest&#8217;anima al suo santo servizio. Ah veramente misericordioso è stato con me il Signore che si è degnato ispirarmi nel cuore i sentimenti sublimi del suo amore, il proposito di dedicarmi a Lui Interamente. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gesù mi ha amato particolarmente e mi ha donato le grazie che riserba ai suoi eletti</strong>, ha illuminato la mia mente e ha rinforzato la mia volontà, mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto vedere il vero valore delle cose, mi ha mostrato la bassezza del mondo, la vacuità e la triste tristezza delle cose e dei godimenti terreni e mi ha mostrato l&#8217;eccellenza dei beni celesti. Egli mi ha ripetuto &#8220;il tuo tesoro sia nel Cielo perché l&#8217;uomo ha il suo cuore ove è il suo tesoro&#8221; ed ha chiamato il mio cuore nel Cielo formandovi il mio tesoro con i suoi meriti, mi ha mostrato la sua volontà e mi ha chiamato alla sua sequela, mi ha aperto il suo Cuore e mi ha consolato nella tristezza, mi ha elevato nel gaudio dei gaudi celesti, e poi sovrabbondo con me del suo amore, mi ha invitato a rinunciare definitivamente agli amori della terra in cambio dell&#8217;amor suo e mi ha promesso in cambio di quest&#8217;amore il centuplo nell&#8217;eternità e nella contentezza e, nella soddisfazione del cuore, mi largisce ancora il centuplo in questa vita terrena!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi con l&#8217;aiuto della sua grazia rispondo al suo Invito!</strong> In questo sia offerta che faccio votando a Gesù per un intero anno la mia verginità non intendo di offrire questa sola né di rinunziare soltanto a questo godimento terreno, offrendo a Gesù il voto di questa mattina. Intendo di offrire intero tutto me stesso, vorrei interamente offrirmi a Lui nei triplici voti della vita religiosa, ma questo non mi e concesso, mi è concesso però di unire al voto di verginità una offerta più ampia, di rinunziare cioè fin da ora a qualunque godimento terreno e al desiderio di averlo, intendo cioè fin d&#8217;ora di rinunciare ai miei beni e, se non potrò rinunziarvi interamente, vivere distaccato da essi, come se non li possedessi; voto ubbidienza a quanto il mio P. Spirituale e i superiori della Chiesa mi comanderanno e in ogni modo di rafforzare lo spirito di ubbidienza per essere pronto di rinunziare appena potrò alla mia volontà. Ecco l&#8217;offerta che oggi presento al mio dolce Redentore e, perché a lui è più cara, la presento sotto il voto di verginità come aspirazione e caparra di purezza e di verginità che sono le virtù che Egli vuole nei suoi eletti perché così sono più simili alle creature del cielo, agli angeli suoi. Eritis sicut angoli Dei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/06/luigi-gonzaga.jpg"><img class="alignright wp-image-1674 " src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/06/luigi-gonzaga-126x300.jpg" alt="luigi-gonzaga" width="118" height="281" /></a>Oh, come l&#8217;anima si riempie di colazione e di gratitudine all&#8217;Altissimo </strong>nella visione di queste grandi gioie che concede ai suoi figli. Oggi è giornata di gratitudine, di gioia, di propositi generosi, ormai non appartengo più al mondo. Gesù si è degnato di stringermi definitivamente al suo Seno, sono ormai di lui. Ogni giorno rinnoverò a lui il mio voto. Lo rinnoverò, se Egli me lo concederà, la <strong>ventura festa di S. Luigi</strong>; questo mi dà tranquillità e pace, la festa abbagliante del mondo si allontana, vivo nella tranquillità e nella pace, nel contento dell&#8217;anima. Oh ora che veramente care al nostro cuore tendono all’Eucarestia oh, ora veramente all&#8217;ombra del  vostro Tabernacolo abita l&#8217;anima mia.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Ricordando questa grande grazia che mi ha fatto il Signore devo cercare di corrispondere a tanta prova di amore</strong> sempre più generosamente quindi condurre una vita più conforme alla volontà di Dio; il pensiero poi di aver assunto nuovi obblighi in maniera così assoluta con Gesù, mi deve ritrarre sempre più dal peccato e dalle imperfezioni che sono ora ancora più gravi offese alla divina santità, infine il pensiero di essere intimamente congiunto con Gesù consacrato quasi direi a Lui, quasi parte di lui, mi deve far sentire vivissimo orrore di portare su di me anche l&#8217;ombra dell&#8217;impurità e del peccato, di portare così vicino a Gesù che abita dentro di me, il suo nemico, devo sentire in me, a lui consacrato, qualche cosa di sacro, di consacrato a Lui che devo giurare di non violare mai: questo qualcosa di sacro è l&#8217;abitazione che Gesù ha posto in me, ora che mi sono stretto definitivamente a lui nel cammino della vita, pieno di elette benedizioni caparra di godimenti eterni, <strong>fonte di eterno tesoro nel Cielo, questo giorno, che nel nome di Luigi Gonzaga e a gloria del S. Corpo Eucaristico di Gesù mi lega definitivamente</strong>, oh come dolci al nostro cuore queste mistiche nozze dell&#8217;anima che trova il suo Sposo, che l&#8217;ha chiamata a sé e in questo trova consolazione e pace perché ha lasciato le peregrinazioni e le tempeste e si riposa su quel S. Costato che è in eterno godimento e pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Brano tratto dal diario di don Giuseppe Canovai &#8211; Roma, 21 giugno 1924</p>
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		<title>Ascensione del Signore: &#8220;Amore chiede amore&#8221;, meditazione di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 06:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tratta dal Diario di Mons. Canovai, presentiamo qui di seguito una meditazione sull&#8217;Ascensione di nostro signore Gesù Cristo. Se già don Giuseppe ci ha mostrato come questo mistero della vita di Cristo può insegnarci a formula nuovi propositi nella nostra vita, ora riflette sul significato che l&#8217;Ascensione riveste e trasmette alla Chiesa, al Corpo Mistico [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/15-Canovai-ritratto.jpg"><img class="alignright wp-image-1637" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/15-Canovai-ritratto-202x300.jpg" alt="Servo di Dio Mons Giuseppe Canovai" width="116" height="172" /></a>Tratta dal Diario di Mons. Canovai, presentiamo qui di seguito una meditazione sull&#8217;Ascensione di nostro signore Gesù Cristo. Se già don Giuseppe ci ha mostrato come questo mistero della vita di Cristo può insegnarci a formula nuovi propositi nella nostra vita, ora riflette sul significato che l&#8217;Ascensione riveste e trasmette alla Chiesa, al Corpo Mistico di Cristo. </em><br />
<em>Quindi, attraverso un breve excursus dei momenti più significativi della vita terrena di Gesù, ci mostra quanto grande sia l&#8217;amore di Cristo per noi, l&#8217;amore del Padre che ci offre il Primogenito. Rendendoci conto del grande dono che ci è stato fatto e meditandolo sempre più possiamo quindi capire don Giuseppe e unirci alla sua preghiera per dire: &#8220;Egli ci ha aperto il Cielo, in Lui abbiamo la Redenzione, per il suo Sangue abbiamo avuto la remissione dei nostri peccati, per la sua morte la vita. Quale dono può essere più grande di questo &#8211; e ancora &#8211; amore chiede amore, tutta la vita sia ringraziamento a Cristo che ci ha sì intensamente amato&#8221;.</em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo giorno in cui Cristo salendo al Cielo </strong>ancora una volta benedice i suoi discepoli raccolti sul monte degli Ulivi, in quella benedizione celeste che di cose celesti parla e a cose celesti trasporta, conchiude quasi tutto il suo intenso affetto e in una parola sola conchiude l&#8217;opera divina della <strong>Redenzione</strong>.<span class="text_exposed_show"> La redenzione del Cristo, l&#8217;opera sua personale è finita. La prosegue la Chiesa, noi la proseguiamo nella redenzione di noi stessi dal male, tutte le anime buone la proseguono nel mondo la Redenzione cristiana. Ma l&#8217;opera diretta di Dio ormai è finita, egli ritorna al Padre pregandolo di glorificarlo, come Egli ha glorificato Lui, pregando per i suoi che lascia nel mondo a combattere ancora e a patire. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/Ascensione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1666" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/Ascensione-284x300.jpg" alt="Ascensione" width="284" height="300" /></a></strong>&#8220;Io già non sono più di questo mondo, ma essi ne sono ancora&#8221;</strong>. Questa grande festività della Chiesa, più di ogni altra, è festa di riconoscenza e di amore. Alla conclusione della sua opera diciamogli, con tutto il trasporto del cuore, che risponderemo amore per amore alla sua follia di amore, che la nostra vita e tutti noi stessi e tutte le cose nostre sono per Lui che tutto ha dato per noi. Egli che è l&#8217;immagine del Dio invisibile, Egli il primogenito di tutte le creature, il primo nato alla vita prima della morte e dopo la morte affinché in tutto fosse primo, Egli sul quale tutto è stato fondato prima di tutti i secoli e le cose visibili e le invisibili e i Troni e le Dominazioni e i Principati e le Potestà, tutto è stato in Lui creato. Ed Egli è da prima dei secoli, prima di tutto, per amore nostro e per la nostra salute discende dai Cieli si fa uomo con tutte le nostre debolezze e le nostre miserie, per trent&#8217;anni vive povero in una modesta casa di Nazareth, per 3 anni gira le vie polverose della Palestina predicando in cerca di anime, è venduto, è schiaffeggiato, è sputacchiato, muore in Croce per noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come ci ha amato questo Cristo di cui<strong> oggi, nel gaudio universale della Chiesa, celebriamo l&#8217;Ascensione</strong> <strong>gloriosa</strong>. Ecco il prodigio del suo amore. Con questo sacrificio divino, Cristo ci ha fatto doni di grandezza divina. Una stilla del suo Sangue bastava Egli ha voluto essere l&#8217;obbrobrio degli obbrobri: ma Dio è sempre Dio e in tutte le sue opere rivela l&#8217;infinita grandezza sua, anche nell&#8217;amore degli uomini egli è infinito, anche nel suo sacrificio egli doveva essere infinito, ciò conveniva alla grandezza dell&#8217;amore di Dio. Con questo Egli ci ha aperto il Cielo, in Lui abbiamo la Redenzione, per il suo Sangue abbiamo avuto la remissione dei nostri peccati, per la sua morte la vita. Quale dono può essere più grande di questo? Gesù ci poteva lasciare miserabili come eravamo nel mondo lasciandoci eternamente chiuse le porte del Cielo. Eguale sarebbe stata la sua felicità nel cielo, eguale, identica, nulla gli poteva mancare, ma è voluto venire a noi e col suo Sangue ha voluto sollevarci dall&#8217;abbiezione del peccato e guidarci alla Luce, non solo, ma darci il modo di poter salire quanto più alti vogliamo sulla via della santità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Egli con la sua grazia ci assiste e ci illumina e quale grazia più grande può mai farci Iddio</strong> di suscitarci nell&#8217;anima un desiderio di maggior perfezione, oh tutta la vita deve essere spesa in ringraziamento di questa ispirazione divina, quando sappiamo che per questo forse infiniti gradi maggiori di gioia ci attendono in Cielo e assai più grande sarà la nostra gloria. Ecco i <strong>divini doni di Cristo</strong>, questi chiedono essenzialmente corresponsione generosa e amorosa, amore chiede amore, tutta la vita sia ringraziamento a Cristo che ci ha sì intensamente amato, con Lui che ascende in Cielo l&#8217;anima mia ascende a questa vita di perfezione e di amore, in questo modo manifesterò a Cristo la viva gratitudine del mio povero cuore per i suoi doni infiniti. Tale sia la mia vita consumata nella carità di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;"> G<em>ratias agentes Deo Patri qui dignos nos fecit in partem sanctorum in lumine. </em></p>
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		<title>Vigilia dell&#8217;Ascensione: &#8220;Duratura e costante sia la mia risurrezione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 08:00:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Duratura e costante sia la mia risurrezione&#8221;: un proposito radicale che investe ogni momento dell&#8217;esistenza. Così don Giuseppe Canovai medita l&#8217;Ascensione del Signore, riportando su di sé, sulle azioni di ogni giorno, ciò che la risurrezione di Cristo può e deve operare in noi. Un cambiamento repentino, una conversione della volontà affinché tenda costantemente, in [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Duratura e costante sia la mia risurrezione&#8221;: un proposito radicale che investe ogni momento dell&#8217;esistenza. Così don Giuseppe Canovai medita l&#8217;Ascensione del Signore, riportando su di sé, sulle azioni di ogni giorno, ciò che la risurrezione di Cristo può e deve operare in noi. Un cambiamento repentino, una conversione della volontà affinché tenda costantemente, in ogni risvolto della giornata, al Bene Supremo. </em><br />
<em>Proponiamo dunque la lettura di queste pagine del Diario per prepararci a vivere santamente la Solennnità dell&#8217;Ascensione del Signore.</em></p>
<hr />
<p><strong>dal diario di don Giuseppe Canovai -  </strong>Mercoledì, 28 maggio 1924</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/risurrezione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1664" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/04/risurrezione-300x281.jpg" alt="risurrezione" width="300" height="281" /></a>«Cristo appare assai spesso dopo la sua risurrezione agli Apostoli </strong>a dimostrare loro la realtà di questa, così devo io dimostrare la realtà della mia risurrezione. Con Cristo è risorta l&#8217;anima mia alla vita della grazia, in ogni istante della mia vita devo apparire risorto alle cose dell<span class="text_exposed_show">o spirito per restare sempre morto a quelle del mondo. Per questo <strong>è necessario che duratura e costante sia la mia risurrezione</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non solo duratura nel tempo per tutta la vita ma duratura ancora nel giro stesso della giornata</strong>, non sia cioè lo slancio fervoroso di un momento, ma la continua costanza nel bene sia, in una parola, una giornata di comunione continua con il mio Dio per modo che la Comunione mattutina non sia che l&#8217;introduzione al resto del giorno e la Comunione si continui per tutto il corso del giorno, in una costante aspirazione di bene, in una costante intesa d&#8217;amore. Allora solo sarà duratura la mia resurrezione: essa poi deve abbracciare tutto l&#8217;uomo, con tutte le mie facoltà, anima e corpo. Sono risorto alla Luce e della luce devo vivere con tutto il mio essere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei pensieri nelle parole e nelle opere si deve realizzare la mia risurrezione</strong>, in tutta la mia vita si deve ripercuotere questa gagliarda onda della grazia. In una vita di perfezione morale solo si può manifestare la propria conversione, la risurrezione alla vita dello spirito. Sarò veramente risorto quando in tutto apparirò tale, allora solo la mia risurrezione sarà stabile e duratura. Allora si farà in me la parola dell&#8217;Apostolo Paolo: &#8220;<em>Ut ambulatis digne Deo per omnia placentes: in omni opere bono fruttificantes et crescentes in scientia Dei&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sublime divina sintesi della vita cristiana, camminare in maniera degna di Dio</strong>, in tutto piacendo e producendo frutti di ogni opera buona e crescendo nella scienza di Dio. Quanta intensa attività di spirito, quanta intensa perfezione cristiana in queste poche parole di Paolo. Dobbiamo camminare degni di Dio, sì perché noi siamo figli di Dio, fratelli e soldati di Cristo. Come il soldato combatte e si comporta bene per l&#8217;onore della sua bandiera, così sta a noi vivere e comportarci perfettamente per l&#8217;onore della nostra bandiera, la Croce di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vivremo e combatteremo così se vivremo dando frutti di ogni opera buona</strong>. Tutte le opere della carità cristiana ci sono davanti: ecco il campo fecondo dove vive e combatte il cristiano. Crescendo nella scienza di Dio, cioè conoscendo meglio Iddio e la nostra fede non solo come conoscenza intellettuale, Dio non si conosce solo con l&#8217;intelletto, purificando la nostra vita nell&#8217;austerità cristiana, più vicini agli Angeli conosceremo meglio Dio nella pratica della virtù, lo sentiremo, l&#8217;intuiremo perché egli si accosta alle anime che lo cercano. Dio non si cerca solo con l’intelletto, ma con la volontà e con il cuore, dando frutti di tutte le virtù e vivendo degni di Dio, oh allora sì lo sentiremo, lo conosceremo intimamente, egli nella sua infinita misericordia non tarderà di rivelarsi a noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così vivendo, perfetta e costante sarà la mia risurrezione nel tempo, </strong>nella intensità crescente di ogni giorno, nella comunione costante con Dio, nella pratica tutta della vita, nei pensieri, negli affetti nelle opere».</p>
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		<title>Meditazione nel decimo anniversario di Sacerdozio &#8211; 30 Aprile 1941</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 11:24:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sacerdozio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>don Giuseppe fu ordinato sacerdote il 3 maggio 1931, festa dell&#8217;Invenzione della Santa Croce. Nel 1941, a solo un anno dalla sua morte, festeggiò il decimo anniversario di ordinazione presbiteriale. In preparazione a questa occasione, affidò alle pagine del suo Diario un&#8217;intensa meditazione sul Sacerdozio e sul ruolo, tutto speciale, di Protettore che ne ha [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>don Giuseppe fu ordinato sacerdote il <strong>3 maggio 1931</strong>, festa dell&#8217;Invenzione della Santa Croce. Nel 1941, a solo un anno dalla sua morte, festeggiò il decimo anniversario di ordinazione presbiteriale. In preparazione a questa occasione, affidò alle pagine del suo Diario un&#8217;intensa meditazione sul Sacerdozio e sul ruolo, tutto speciale, di Protettore che ne ha San Giuseppe.<br />
In queste poche righe, don Giuseppe ci ha lasciato una preghiera a cui tutti possiamo unirci, per chiedero allo sposo della Vergine la protezione dei sacerdoti e invocare sante vocazioni<br />
</em></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1493" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg" alt="jose-canovai" width="180" height="240" /></a>«Affido a Giuseppe</strong> il verace rinnovamento del mio Sacerdozio che impetro in questi giorni da Dio: egli non è Sacerdote, ma è protettore del Sacerdozio come Maria non è Sacerdote, ma generatrice del Sacerdozio:<strong> il Sacerdote è di Cristo solo, tutto di Cristo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Egli è Sacerdote e di Lui vive il Sacerdozio. Perché il Sacerdote non è della divinità, ma dell’umanità e il Verbo per essere Sacerdote, per offrire e per offrirsi ha assunto la nostra povera veste umana: ha compiuto gli atti del suo Sacerdozio nell&#8217;umanità assunta e li prosegue nel corpo della umanità riscattata che vive di lui e del Sacerdozio in cui Egli si continua: Giuseppe ha protetto la sua umanità. Protegge ora la umanità mistica del suo corpo in cui vive il Sacerdote, a lui veramente è il <strong>patrocinio del Sacerdozio</strong> perché egli è il custode della umanità fisica e della umanità mistica in cui Cristo compie perennemente gli atti del suo eterno Sacerdozio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Accogli Giuseppe la voce del mio desiderio</strong>, dammi di veracemente morire e perennemente risorgere nella vita interiore del Sacerdozio che è offerta e comunione a Cristo per morire della sua morte e vivere della sua vita: scomparire nel silenzio del pane, nelle tenebre della Croce, nella pace del sepolcro, per crescere nella via della gloria, nella luce della dottrina nella gioia della amicizia».</p>
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		<title>Domenica delle palme, meditazione tratta dal Diario di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 00:04:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo nel 1925, don Giuseppe Canovai deve ancora entrare al Collegio Capranica ma già lascia al suo diario la meditazione profonda di quanto la liturgia ci narra nella domenica delle palme. Il giovane Canovai, dopo aver assistito alla celebrazione, riflette sulla Passione di Cristo e la Settimana Santa formulando propositi ed intenzioni di unione con [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo nel 1925, don Giuseppe Canovai deve ancora entrare al Collegio Capranica ma già lascia al suo diario la meditazione profonda di quanto la liturgia ci narra nella <strong>domenica delle palme</strong>. Il giovane Canovai, dopo aver assistito alla celebrazione, riflette sulla <strong>Passione di Cristo</strong> e la <strong>Settimana Santa</strong> formulando propositi ed intenzioni di unione con il Signore che possono indicarci come imitarlo per provare a vivere santamente questo tempo santo.</p>
<hr />
<p style="text-align: right;">
Roma, 3 aprile 1925</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/05/passione-per-cristo-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1437" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/05/passione-per-cristo-3-189x300.jpg" alt="passione-per-cristo-3" width="189" height="300" /></a>Domenica delle Palme</strong>. Siamo o mio Gesù vicini alla grande tragedia, finora la Chiesa ci ha proposto di pensare la premeditazione e la preparazione del reato compiuto dai farisei e come loro si preparavano ad uccidere noi ci prepariamo a commemorare il tuo sacrificio, ormai eccoci. La Chiesa ci fa brillare un istante la gloria del trionfo e l&#8217;ingresso glorioso nella città di Gerusalemme, ma è cosa di un momento. Tutta la liturgia di oggi Signore mio è consacrata al pensiero della tua passione che ci accompagnerà nei mesti riti pasquali per tutta la settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa settimana mio Dio la voglio passare unito con te, congiunto con te, con te, che per noi soffri patimenti umiliazioni e morte e la morte della Croce: il seguire Signore la tua passione mi serva di salutevole meditazione e valga a riformare la mia vita e a farmi concepire un sincero disprezzo del mondo, delle sue glorie e un grande odio al peccato e più o Signore un intenso amore per te. Voglio, oh Signore, soprattutto che il frutto di questa settimana sia di ottenere una più intima unione con te per modo che in tutta la mia giornata tu sii presente, divinamente presente al mio cuore, alla mia mente e volontà affinché, oh Signore, la mia Comunione mattutina si effonda per tutta la mia giornata in una catena d&#8217;oro che si riannodi a te.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono misero, oh Signore, e se tu non mi soccorri in breve tutte le mie pratiche perdono il calore della fede e l&#8217;intensità degli affetti: ho bisogno oh Signore che la mia lettura spirituale sia vero elevarsi della mia mente in Dio e così la mia meditazione sia vero eccitamento dei miei affetti e della mia volontà, affinché tutto questo produca un vero miglioramento del mio cuore e dell&#8217;anima mia e della mia vita. (&#8230;)<br />
Stamani leggendo la tua Passione ho sentito che questo mi voleva dire o Dio mio, esser rassegnato alla tua volontà come tu lo fosti. In questa perfezione di conformità di identificazione della nostra con la tua volontà sta tutta la nostra pace e tutta la nostra gioia perché siamo fatti per compiere ciò che tu vuoi da noi in questo mondo e quando abbiamo compiuto questo il nostro fine è raggiunto, la nostra vita ha toccato la sua meta e infatti Signore che di più grande che essere perfettamente unito con te e dove trovare unione più sublime che in questa dedizione e identificazione della volontà? Concedi Signore lume abbondante al mio intelletto affinché in questi giorni meglio ti veda, ti riconosca e ti ami!</p>
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		<title>“Preghiera per ottenere la purificazione del cuore..” dagli scritti di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 08:09:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Preghiera per ottenere la purificazione del cuore ed il servizio di Dio interamente disinteressato, così che io abbia ad amare Dio su tutte le cose&#8221; &#160; &#160; Vergine benedetta, che non solo hai dato sembianze al Verbo adorabile, Figlio di Dio, ma quello stesso Verbo hai offerto nel Tempio a Dio Padre consacrandolo all&#8217;adempimento della [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/02/D7C1272.jpg"><img class="alignright wp-image-1564" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/02/D7C1272.jpg" alt="_D7C1272" width="392" height="144" /></a></strong></p>
<p><strong>&#8220;Preghiera per ottenere la purificazione del cuore ed il servizio di Dio interamente disinteressato, così che io abbia ad amare Dio su tutte le cose&#8221;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vergine benedetta, che non solo hai dato sembianze al Verbo adorabile, Figlio di Dio, ma quello stesso Verbo hai offerto nel Tempio a Dio Padre consacrandolo all&#8217;adempimento della Sua Volontà, accogli<span class="text_exposed_show"> nelle tue braccia materne l&#8217;anima mia e presentala al tuo Figlio divino, unisci la tua preghiera alla mia affinché io sia eletto a compiere la volontà del Padre.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe amabilissimo, che hai vissuti i misteri divini nella intimità discreta, nascosto agli occhi degli uomini, prendi sotto il tuo patrocinio la mia preghiera ed affidala con Maria alla clemenza di Gesù, perché con Lui sia offerta al Padre&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 febbraio, dagli scritti di Mons. Canovai</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Offerta, impegno e preghiera per l&#8217;unità della famiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:15:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Don Giuseppe Canovai, sacerdote romano e diplomatico della Santa Sede, intellettuale e formatore di giovani, si spese sempre per la salvaguardia della famiglia cristiana e per la trasmissione dell&#8217;importanza del sacramento del matrimonio alle giovani famiglie. Un episodio in particolare, intrecciato ad una grave pagina della storia cilena, ce lo dimostra ampiamente. È il 4 [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg"><img class="alignright wp-image-1493 size-full" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/11/jose-canovai.jpg" alt="jose-canovai" width="180" height="240" /></a>Don Giuseppe Canovai, sacerdote romano e diplomatico della Santa Sede, <a title="Il Cardinal Siri ai convegni di studio di Mons. Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/card-giuseppe-siri-convegni-di-studio/" target="_blank">intellettuale e formatore di giovani,</a> si spese sempre per la <a title="Sulla famiglia cristiana: lettera di Mons. Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/famiglia-cristiana/" target="_blank">salvaguardia della famiglia cristiana</a> e per la trasmissione dell&#8217;importanza del <strong>sacramento del matrimonio alle giovani famiglie</strong>. Un episodio in particolare, intrecciato ad una grave pagina della storia cilena, ce lo dimostra ampiamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il 4 marzo del 1942</strong> e don Giuseppe Canovai, mentre si trova a <strong>Santiago del Cile</strong> come Incaricato d’Affari <em>ad interim</em>, scopre che la <strong>legge sul divorzio potrebbe essere approvata</strong> dal parlamento cileno. Alle pagine del suo diario affida tutta la sofferenza ed il timore che una legge contro l&#8217;unità della famiglia venga approvata e, per scongiurarlo, offre le sue preghiere e sofferenze per la salvezza della famiglia cristiana. Alla concreta <strong>azione diplomatica</strong> effettuata attraverso la Nunziatura in Cile, affianca l&#8217;intensa <strong>preghiera personale, terribili flagellazioni</strong> e la continua offerta di sé al Signore. Il grande sacrificio gli ottiene il premio: riparte dal Cile sapendo che <strong>la legge non è stata approvata</strong>; a tutt’oggi il Cile è uno degli ultimi paesi al mondo in cui la legge sul divorzio sia stata approvata.</p>
<div id="attachment_1119" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/diario-canovai-sangue.jpg"><img class=" wp-image-1119" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2014/01/diario-canovai-sangue-246x300.jpg" alt="Pagina di sangue del Diario di Mons. Canovai" width="205" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Pagina di sangue del Diario di Mons. Canovai</p></div>
<p style="text-align: justify;">Memorabile, tra i continui patimenti e sacrifici di quel periodo, resta la <strong>preghiera scritta con il proprio sangue</strong> ed offerta contro la distruzione della famiglia: “Prendi Dio mio questa parola che è tutta mia scritta con tutta l&#8217;anima mia scritta con il sangue che sospiro di offrirti, che verso sulla carta con l&#8217;intenzione di una testimonianza all&#8217;amore con cui ti ricerco, più ancora all&#8217;amore con cui tu mi hai ricercato, mio dolcissimo amico con la stessa intenzione, volesse Dio, con lo stesso amore con cui l&#8217;hanno versato i tuoi martiri.”</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importanza dell&#8217;unità familiare e del sacramento del matrimonio sono termini che restano presenti in molte delle sue catechesi e che ritroviamo nelle esortazioni ai suoi amici divenuti genitori o sposi. <strong>La convinzione che la famiglia cristiana sia il modello in cui marito e moglie possano santificarsi</strong> e far crescere i figli nelle vie del Signore sprona don Giuseppe Canovai a battersi ed offrire tutto perché il vincolo di questo sacramento non sia spezzato dalla legge. Perché, come ricorda ad un caro amico: “Dio attraverso il vincolo del grande Sacramento ti ha chiamato a collaborare alla sua opera creatrice e redentrice. Questo è il grande mistero della famiglia cristiana; essere strumento di Dio nella donazione della vita e ministro suo nell’accendere nelle anime le eterne speranze.”</p>
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		<title>Il Cardinal Siri ai convegni di studio di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 10:43:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un rapporto di amicizia e grande stima legò il servo di Dio Mons. Canovai e il Cardinal Giuseppe Siri. I due furono infatti compagni di corso all&#8217;Università della Gregoriana e, anche dopo aver terminato gli studi, rimasero sempre in ottimi rapporti. Proprio nell&#8217;Università che vide nascere la loro amicizia, alcuni anni dopo la morte di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Un rapporto di amicizia e grande stima legò il servo di Dio Mons. Canovai e il Cardinal Giuseppe Siri. I due </strong>furono infatti compagni di corso all&#8217;Università della Gregoriana e, anche dopo aver terminato gli studi, rimasero sempre in ottimi rapporti. Proprio nell&#8217;Università che vide nascere la loro amicizia, alcuni anni dopo la morte di Canovai, il Card. Siri avrebbe tenuto una <a title="Conferenza del Card. Siri: “L’anima sacerdotale di Mons. Canovai”" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/giuseppe-siri-conferenza-canovai/" target="_blank"><strong>splendida conferenza in commemorazione </strong></a>dell&#8217;amico scomparso.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo brano di cui vi proponiamo la lettura, sono riportate altre impressioni e commenti del Card. Siri raccolti da Mons. Domenico Mondrone in <em><a title="Suscipe domine diario biografia Canovai" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/libri-scritti/suscipe-domine/" target="_blank"><strong>Suscipe Domine</strong></a>. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai</em>. Il contesto è quello dei corsi di studio che Canovai teneva a universitari e professionisti. L&#8217;amico Siri, presente a molte lezioni, narra con affetto e stima la profondità, la chiarezza ed il fascino che il il nostro <a title="“Don Giuseppe Canovai apostolo della gioventù”, da Avvenire" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/apostolo-della-gioventu-avvenire/" target="_blank"><strong><em>apostolo degli universitari</em> </strong></a>(così veniva chiamato Canovai) suscitava in chi lo ascoltava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/10/apostolo-gioventu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/10/apostolo-gioventu-300x170.jpg" alt="apostolo-gioventu" width="300" height="170" /></a>I convegni (di cultura cattolica ndr.) furono i centri che meglio rivelarono, in Italia prima e poi in Argentina, le ricche doti dell&#8217;intelligenza e dell&#8217;anima sacerdotale di Giuseppe Canovai. Per restringerci ai convegni tenuti in Italia, in particolare a quelli organizzati per professori e studenti universitari dalla Dott. Capelli, il Canovai vi andò oltre una trentina di volte, prendendovi sempre parte attivissima con lezioni ora di filosofia, ora di apologetica. Tutte le volte che gli riuscisse, egli non si negava mai, perché aveva trovato in essi il ministero veramente suo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Ecc.mo Arcivescovo di Genova, Mons. Siri</strong>, che gli era stato compagno alla Gregoriana, riferendosi appunto a questi convegni scrive: «Lo rividi anni dopo a Villa Pagauiui di Gaione (Parma), per un corso a professionisti. Da allora sia a Villa Paganini, sia a Villa Maria di Campomorone, <strong>lavorammo molte volte insieme nei corsi</strong> degli studenti, dei professionisti e dei professori universitari. Egli svolgeva un programma di<strong> filosofia</strong>. Sentendolo e sentendo di lui i giudizi degli altri, mi ero fatta l&#8217;opinione -per quello che io conoscevo &#8211; che<strong> nessuno come Lui in campo nostro in Italia avesse la somma di doti per essere espositore e difensore della filosofia cattolica</strong> di fronte ai massimi esponenti delle correnti non cattoliche. Chiarezza fulgente, organicità limpida, potenza impressionante, calore commovente e cultura aggiornatissima erano le caratteristiche del suo insegnamento. Così creava in­ torno a sé un&#8217;atmosfera, che si accendeva di giorno in giorno; <strong>viveva la verità e la faceva vivere</strong>. Nei molti anni che mi occupai di quei corsi ebbi molti ed illustri colleghi; senza far torto a nessuno, mai ne trovai che raggiungessero la intensità di effetto di Mons. Canovai».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/card-siri.jpg"><img class="alignright wp-image-1545 " src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/card-siri-219x300.jpg" alt="card-siri" width="169" height="231" /></a>«Ad un certo punto, avvicinandolo, l&#8217;attenzione si spostava ad altro: si trovava che era un&#8217;anima grande. Per me questa parola dice tutto quello che io sento di lui. Cuore, generosità, effusione in semplicità di fanciullo; tutto diventava caldo e vibrante. Anima sensibilissima, che credo sentisse anche i più piccoli colpi; ma che era in grado di superarsi continuamente e di continuamente effondere. A me pareva che con Lui non si sarebbe riusciti ad aver contrasti. Quando parlava con me delle sue lezioni, rivelava il timore di non saper rispondere all&#8217;impegno e mi chiedeva, come un fanciullo a scuola, se andava bene. Era convinto di poter far male, il che misura la sua non ordinaria umiltà. Aveva una luce negli occhi. Dopo anni lo rivedo sempre. Allora mi pareva cosa ordinaria, perché lo vedevo sempre; però mi dava un senso di riposo e di gioia. Oggi comprendo bene che quella luce si accendeva di una soprannaturale luce e grazia interiore.<strong> Oggi penso sempre che questo buon amico mio mi aiuti molto dal cielo</strong>».</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Da: D. Mondrone S.I., <em>Suscipe Domine. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai</em>, Ed. La civiltà Cattolica, Roma 1949, pp. 205-206</p>
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		<title>Tuus sum ego: don Giuseppe Canovai e l&#8217;appertenenza a Cristo nel sacerdozio</title>
		<link>http://www.dongiuseppecanovai.it/sacerdozio-scritti/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 16:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La morte prematura di Mons. Canovai suscitò un vivissimo rimpianto in quanti lo conobbero in Italia, in Argentina, in Cile. Dovunque era stato molti furono ad ammirare le sue rare virtù sacerdotali, la sua profondissima cultura, la sua vivissima parola. Tante sono le testimonianze che ce lo ricordano ancora oggi. Sulla sua tomba fu scritto: [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La morte prematura di Mons. Canovai suscitò un vivissimo rimpianto in quanti lo conobbero in Italia, in Argentina, in Cile. Dovunque era stato molti furono ad ammirare le sue rare virtù sacerdotali, la sua profondissima cultura, la sua vivissima parola. Tante sono le testimonianze che ce lo ricordano ancora oggi. Sulla sua tomba fu scritto: «Sacerdote a pochi paragonabile». E fu veramente tale. In questo brano di cui vi proponiamo la lettura, don Giuseppe Canovai affida al suo Diario i pensieri più intimi sul Sacerdozio e sul Sacro Ministero&#8230; Mons. Canovai, abituato a pregare anche con la penna, appuntava le sue meditazioni, il suo amore a Cristo ed al Sacerdozio scrivendo per sé: non scriveva per pubblicare.</em></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/sacerdote.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1532" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2016/01/sacerdote-300x200.jpg" alt="sacerdote" width="300" height="200" /></a>«<strong><em>Tuus sum ego</em></strong>» ripetuto al buon Dio quasi sottovoce, sapendo che non si è degni di dirlo; ripeterlo come il piccolo gorgoglio di una polla di acqua viva che sboccia sotterra; alimentarlo in noi come un piccolo tepore raccolto sotto la cenere; ridirlo al Signore «sono tuo», una cosa tua, tutta tua, solo tua, come il cuore di chi ci ama è tutto nostro, come la cosa è del suo padrone, come sono miei i miei pensieri e i miei desideri, come è mio ciò che vive e si agita entro di me, tuo Signore! E tuo invincibilmente, appartengo a te, nessuno mi può togliere dal tuo dominio penetrante e santificante! Gusto di intimità, di cuore a cuore con te, di contatto segreto e immediato, quando ti dico che sono tuo e mi sembra che tu ti impossessi di me e mi penetri e mi pervadi tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo nel mio soffrire che imprime in ogni fibra del mio essere la tua Croce: nessuna cosa mi dà tanto il senso e il gusto dell’appartenerti come il dolore! Tuo nel mio lavoro, di cui tu sei Signore, ché tutto è per il Tutto «<em>omnia dona delecte mi servavi tibi!</em>» Tuo nel mio desiderare e nel mio sperare ancora, ché Te voglio e desidero al fondo di ogni cosa e al termine di ogni speranza! tuo nella mia letizia che è gioia di offrirti, tuo nella mia tristezza che è amarezza di non sapermi consumare, tuo nella mia preghiera in cui ti cerco nutrimento e vita, tuo nel mio Breviario in cui tu prendi la mia piccola voce di creatura e la trasformi nella tua invocazione celeste, tuo nella predicazione della tua legge in cui scompaio nella tua parola, tuo all’Altare del tuo Sacrificio ove aspiro a scomparire nella tua Croce; tuo, di te, di te fanciullo, di te crocifisso. Di te Eucaristia; tutto tuo, come l’artista è della sua opera, immensamente più, di più ancora, come il padre è della creatura che ha generato, perché io ogni mattina suscito e creo quella tua presenza e quella è la mia vera opera e per quello solo esisto; oh dolce vivere per assicurare la tua presenza sulla terra tra i figli degli uomini, oh come è bello appartenerti così; tuo perché vivo per te, per donare a te la tua presenza sulla terra e poi questa donarla i fratelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tuus sum ego</em>: tuo è il mio dolore che mi fa partecipe della tua Croce, tua è la mia azione che mi fa partecipe della tua fecondità, tuo è il mio lavoro che mi dona le opere del Padre, tua è la mia speranza che mi solleva verso di Te, tuo è il mio passato, testimonio della tua misericordia, tuo è il mio avvenire che mi avvicina alla tua eternità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta la vita cristiana, e la vita apostolica soprattutto, è un rendere testimonianza a Cristo e alla verità del Cristo. L’idea della testimonianza invade e assorbe in questi giorni tutta la mia vita interiore: vivere per modo di potere ad ogni momento testimoniare di Cristo; che ogni frammento del nostro tempo, come i frammenti del pane moltiplicato nel miracolo, possa essere testimonio della sua onnipotenza e della sua misericordia. I frammenti del pane testimoniarono della onnipotenza che aveva compiuto il miracolo e della soave misericordia che lo aveva ispirato! Questo pure deve testimoniare la nostra vita nella pace, nella bontà, nella serenità di ogni istante, nella continua unione con Dio, nella incessante donazione della carità: deve rendere testimonianza alla Onnipotenza di Dio che ha compiuto il miracolo e compie continuamente il miracolo di farci vivere così; alla Misericordia di Dio che ci dona nella fiducia in Lui una pace inammissibile. Allora si diffonderà pure in ogni istante della nostra vita la pace e la gioia del martirio: la gioia liberatrice del martire: il martirio è la suprema liberazione, il supremo avverarsi della parola di Gesù «<em>Veritas liberabit vos</em>», chè ciò che libera è l’atto libero con cui l’anima si dona e donandosi si fa superiore ai beni caduchi e respira l’aria dell’eternità: la donazione reale e spontanea della vita è il supremo uso della libertà come strumento di libero sacrificio e di offerta, è quindi l’atto supremamente liberatore: è l’atto unificante del supremo possesso, perché è; il più perfettamente, ritrovamento di sé: chi dà la sua vita la troverà. Quanto più sappiamo mettere nella nostra vita di testimonianza a Cristo, cioè di verace martirio, tanto più troveremo la pacificante gioia del martire.</p>
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<p>Mons. G. LORETI (a cura di), <em>Sacerdozio Messa Breviario</em>, Edizioni Centena, Roma 1962;</p>
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		<title>Sulla famiglia cristiana: lettera di Mons. Canovai</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 12:22:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Celebrazioni Liturgiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Servo di Dio Mons. Canovai durante la sua missione diplomatica in Argentina continuò a seguire i suoi figli spirituali ed i suoi amici in Italia attraverso un fitto scambio epistolare. In questa lettera di cui vi proponiamo la lettura, don Giuseppe si rivolge ad un suo caro amico divenuto padre e gli offre splendidi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il Servo di Dio Mons. Canovai durante la sua missione diplomatica in Argentina continuò a seguire i suoi figli spirituali ed i suoi amici in Italia attraverso un fitto scambio epistolare. In questa lettera di cui vi proponiamo la lettura, don Giuseppe si rivolge ad un suo caro amico divenuto padre e gli offre splendidi consigli per vivere santamente il matrimonio e fondare il proprio cammino sulla sacralità della famiglia cristiana</em></p>
<p style="text-align: right;">Buenos Aires, 12 marzo 1941</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/12/famiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1525" src="http://www.dongiuseppecanovai.it/wp-content/uploads/2015/12/famiglia-225x300.jpg" alt="famiglia" width="225" height="300" /></a>&#8220;&#8230;Chiedi insistentemente a Dio che ti dia luce e forza per essere padre secondo il suo cuore cioè nella delicatezza e rettitudine dell&#8217;anima e nello spirito soprannaturale. Ringrazia Dio che attraverso il vincolo del grande Sacramento ti ha chiamato a collaborare alla sua opera creatrice e redentrice: offri grazia e fedeltà a lui perchè ti conceda grazia di plasmare i piccoli vasi di creta ove egli lascia discendere la fiammella immortale. Questo è il grande mistero della famiglia cristiana; essere strumento di Dio nella donazione della vita e ministro suo nell&#8217;accendere nelle anime le eterne speranze.<br />
Procura di tornare sovente col pensiero e con l&#8217;intima offerta del cuore alla grazia del Sacramento: il Signore ha deposto in te in quel Sacramento tutte le grazie necessarie e il titolo efficace per implorare le nuove affinché tu possa vivere cristianamente la vita della famiglia. Fatti sicuro di questa speranza, credi e spera nel Sacramento che Dio ti ha donato: credi fortemente che Dio ti ha dato quel Sacramento e ti darà per quel Sacramento la luce e la forza per seguirlo nella tua nuova vita in fedeltà verace e perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Unisciti sovente alla tua buona sposa per celebrarlo insieme: sarebbe bene che ogni mese, alla ricorrenza di quel giorno, faceste insieme la Comunione per rinnovare al Signore le promesse di quel giorno ed aiutarvi insieme a mantenerle: sono certo — a uno come te non ci deve essere bisogno di ricordarlo — che avrete la vostra preghiera comune, non la lasciare mai, anche se vieni a casa stanco e se fossi bravo del tutto la preghiera non dovrebbe essere meno del Rosario: nessuna cosa sarà così educativa per i tuoi piccoli come il vedere i genitori che pregano insieme e santificano la casa nella vita della preghiera.&#8221;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Servo di Dio Mons. Canovai, Diario, 12 marzo 1941 Buenos Aires, Lettera<br />
da: Florian Kohlfhaus (a cura di), <a title="Passione per Cristo, Diario di Mons. Giuseppe Canovai – Con prefazione del Cardinale Pietro Parolin" href="http://www.dongiuseppecanovai.it/spiritualita-mariana-suscipe-domine/" target="_blank"><em>Passione per Cristo. Diario di Mons. Giuseppe Canovai</em></a>, 3 voll., Cantagalli,, Siena 2015, ISBN 978-88-6879085-1, pp. 1586, € 60.</p>
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